Simposio internazionale GeoAdriatico. L’intervento di ani Malvina Savio

Venerdì 14 giugno si è tenuto pesso la Sala Atti Cacciaguerra dell’Università degli Studi di Trieste il Simposio Internazionale GeoAdriatico con una Tavola Rotonda dal titolo: “Guerre, migrazioni e pace: strategia italiana e multireligiosità nella nuova Africa“.

Questo l’intervento di ani Malvina Savio, monaca buddhista.

PAROLE DI PACE
La vera pace è sempre possibile specialmente in tempi molto difficili. Per alcuni, pace e nonviolenza sono sinonimi di passività e debolezza, al contrario far vivere la pace dentro di noi significa coltivare attivamente la comprensione, l’amore e la compassione, anche di fronte all’equivoco e al conflitto. Praticare la pace richiede coraggio, specialmente in tempo di guerra. Tutti noi possiamo praticare la nonviolenza. Si comincia col riconoscere che nel profondo della nostra coscienza abbiamo sia i semi della compassione sia quelli della violenza. La nostra mente è come un giardino che contiene semi di ogni genere: di comprensione, di perdono, di presenza mentale e anche di ignoranza, paura e odio. In ogni singolo momento possiamo comportarci in modo violento oppure compassionevole, a seconda della forza che hanno quei semi dentro di noi. I semi della rabbia, della violenza e della paura in noi, innaffiati svariate volte al giorno, crescono e si rafforzano; allora non riusciamo più a essere felici, ad accettarci: soffriamo e facciamo soffrire coloro che abbiamo attorno. Invece quando sappiamo coltivare in noi tutti i giorni i semi dell’amore, della compassione e della comprensione questi si rafforzano, mentre i semi della violenza e dell’odio diventano sempre più deboli. Il Buddhismo dice che tutti gli esseri desiderano la pace, persino gli insetti, e le parole chiave per raggiungerla sono Amore e Compassione, se questi sentimenti sono ben radicati in noi allora le circostanze avverse possono divenire mezzi per acquisire l’illuminazione.
Altro punto saliente è il non uccidere esseri senzienti, perciò i Buddhisti praticano la non violenza e l’altruismo. Chiaro esempio è Sua Santità il Dalai Lama che continua a predicare la non violenza nella difficoltà in cui si trova Lui e il suo popolo. Voglio portare alcuni esempi: è recentemente scomparso il monaco vietnamita Thic Nat Han, anche lui è stato candidato come premio Nobel per la pace e vi voglio riportare una sua frase: “L’unica nostra arma è la pace, il coraggio di costruire un mondo senza conflitti, se muori con la compassione nella mente sarai una torcia che illumina il mondo”. Vi cito due frasi di Sua Santità il Dalai Lama: “Non esiste una via per la pace, la pace è la via”; “Dove l’ignoranza regna sovrana non c’è nessuna possibilità di trovare la pace”. Ricordo anche il grande Mahatma Ghandi, che in Sud Africa lottò per i diritti civili della comunità indiana, sperimentando quei metodi non violenti che lo resero celebre in tutto il mondo. Tornato in India, lancio la grande campagna di disobbedienza contro le autorita inglesi, che dopo 25 anni, portò il Paese all’indipendenza. Il suo nome è sinonimo di pace e ribellione non violenta e oggi come mai è importante conoscere il messaggio “il potere della non violenza”.

Trieste, 14 giugno 2024

monaca Malvina Savio

Copyright Malvina Savio, Centro Buddhista Tibetano Sakya Sakya Künga Chöling, Trieste.